Sguardi dal Ponte – Il cinema che attraversa i confini nasce dall’esigenza di raccontare il presente nel suo irrefrenabile divenire, attraverso i diversi punti di vista dei vari registi provenienti da ogni parte del globo. In quest’ottica sono i Festival internazionali a traghettare queste pellicole nei mercati nazionali, dove hanno la loro giusta attenzione. Eppure alcuni di essi non riescono a valicare i confini del proprio Paese a causa della mancanza di coraggio di una parte dei distributori. In tal senso questo blog vuole dare voce non solo a quei film internazionali che hanno avuto il plauso della critica, ma anche quelli coraggiosi e sperimentali che hanno avuto una limitata distribuzione.

Joy (Austria)

Atlantique (Senegal)

Oro verde (Colombia)

Border (Svezia)

Un padre, una figlia (Romania)

Tramonto (Ungheria)

Poetry (Corea del Sud)

Tre Volti (Iran)

La donna elettrica (Islanda)

Sami Blood (Svezia)

Zama (Argentina)

Interruption (Grecia)

Beast (Gran Bretagna)

The Guilty (Danimarca)

Doppio Amore (Francia)

Departures (Giappone)

La Novia (Spagna)

Foxtrot (Israele)

Thelma (Norvegia)

Tanna (Australia)

Happy End (Austria)

La tempesta di sabbia (Israele)

L’uomo senza passato (Finlalndia)

Corpo e Anima (Ungheria)

The Square (Svezia)

Tangerines (Estonia)

Loveless (Russia)

Oltre la notte (Germania)

Volver (Spagna)

Una donna fantastica (Cile)