AGGIORNAMENTO: Chi vincerà nella categoria Best Supporting Actress?

La leadership del pluripremiato film giapponese Drive My Car nella categoria Miglior film internazionale si è rafforzata premio dopo premio, considerando che nelle prime fasi della Stagione dei Premi condivideva il suo status di favorito insieme ad altri due forti competitors protagonisti del palmares di Cannes 2021 come la Palma d’Oro Titane (Francia) e il Grand Prix Un eroe (Iran) entrambi esclusi a sorpresa dalla competizione: il primo addirittura fuori dalla shortlist dei semifinalisti e il secondo ad un passo dalla candidatura.

Successivamente Drive My Car, con la vittoria al Festival di Cannes del FIPRESCI e del Prix du scénario per il miglior script, è stato catapultato nell’Awards Season conquistando numerosi premi assegnati dai critici americani non solo nella categoria internazionale ma anche in quella del Miglior film: dal prestigioso New York Film Critics Circle Award a ben 4 National Society of Film Critics Awards (miglior film, miglior regia, miglior attore, miglior script) oltre ad altri Film Critics Awards tra cui 4 Boston Society of Film Critics Awards (miglior film, miglior regia, miglior attore, miglior adattamento) e 2 Los Angeles Film Critics Association Awards (miglior film, miglior script). Se poi a ciò aggiungiamo ben 4 premi chiave (BAFTA, Critics Choice Award, Golden Globe, Hollywood Critics Association Award) oltre a quelli dedicati al cinema indipendente come il Gotham Award e il Film Independent Spirit Award, è naturale supporre che sia il vincitore annunciato di questa categoria.

Per quanto riguarda la cinquina, rispetto ai panel sulle previsioni delle nominations redatte nei mesi precedenti, oltre ai già citati Francia (vincitore di 2 Philadelphia Film Critics Awards come miglior film internazionale e miglior attrice rivelazione) e Iran (vincitore di 2 National Board of Review come miglior script e miglior film internazionale), spicca anche l’esclusione della Finlandia con Compartment no.6 (candidato ai Satellite Awards, ai Golden Globe e ai Film Independent Spirit Award) e del Messico con la rivelazione Prayers for the Stolen presentato con successo nella sezione Un Certain Regard di Cannes 2021, poteva contare anche su una preziosa candidatura ai DGA Awards come miglior regista esordiente.

Quale film ha più chance di vincere agli Oscar 2022 nella categoria Best International Feature Film?

1. GIAPPONE

Drive My Car di Ryusuke Hamaguchi, adattamento cinematografico dell’omonimo racconto di Haruki Murakami, contenuto nella raccolta Uomini senza donne, ha conquistato 4 nominations agli Oscar e quindi non solo nella categoria Miglior film internazionale ma anche in quella del miglior film, della miglior regia e del miglior adattamento.

TRAMA: Yusuke, un attore e regista di teatro, non si è più ripreso dalla improvvisa scomparsa della moglie, una drammaturga. Due anni più tardi gli viene chiesto di mettere in scena Zio Vanja per un festival ad Hiroshima; lì, gli viene assegnata un’autista, giovane e riservata, con cui, durante i viaggi a bordo della sua Saab 900, finirà con lo stabilire un legame più significativo di quanto si aspettasse.

TRAILER: https://youtu.be/XLYAo8THOoE

Con Drive My Car il Giappone raggiunge quota 14 nominations nella storia di questa categoria. Ha vinto l’ambita statuetta una sola volta nel 2009 con Departures di Yōjirō Takita.

2. NORVEGIA

Se non ci fosse Drive My Car, l’Oscar in questa categoria “sarebbe andato” all’apprezzato lavoro di Joachim Trier, La persona peggiore del mondo, candidato anche nella categoria miglior sceneggiatura originale. E’ stato presentato con successo all’ultimo Festival di Cannes dove la protagonista, la talentuosa Renate Reinsve ha vinto il premio come migliore attrice, sfiorando la candidatura dopo aver collezionato numerose nominations tra i riconoscimenti dell’Awards Season: dal Satellite Award al BAFTA. Inoltre questa pellicola oltre ad essere stata inserita nella Top 5 Foreign Language Films ai National Board of Review, ha vinto il premio come Miglior film internazionale ai New York Film Critics Circle Awards, ai Boston Online Film Critics Association Awards, e ai Portland Critics Association Awards. Senza dimenticare il National Society of Film Critics Awards vinto da Anders Danielsen Lie come miglior attore non protagonista.

TRAMA: Julie è una giovane donna che naviga nelle acque agitate della sua vita amorosa e lotta per trovare il suo percorso professionale, portandola a dare uno sguardo realistico a chi è veramente….

TRAILER: https://youtu.be/o1BwxwjxslQ

Con questa candidatura la Norvegia arriva a quota 6 nominations dopo averla ottenuta con Nove vite (1958), L’arciere di ghiaccio (1988), Gli angeli della domenica (1997), Elling (2002), Kon-Tiki (2013) senza però mai riuscire a conquistare la statuetta.

3. DANIMARCA

Il pluripremiato documentario animato Flee, con le sue storiche 3 nominations agli Oscar (internazionale, animazione, documentario), è diventato il caso cinematografico dell’anno, particolarmente apprezzato dalla critica internazionale per aver saputo rappresentare in maniera originale l’esperienza dei rifugiati attraverso un’animazione vivida con cui riesce a superare i confini del cinema documentario per raccontare un commovente memoriale alla scoperta di sé. 

TRAMA: Al centro della vicenda la storia vera di un rifugiato afgano (Amin) giunto in Danimarca poco più che minorenne, per poi diventare un affermato accademico di fama internazionale. Il racconto animato ruota attorno ad un segreto personale che potrebbe minare ciò che ha faticosamente conquistato superando barriere e pregiudizi…

TRAILER: https://youtu.be/WzUVeuX1u04

Con questa nomination la Danimarca raggiunge quota 13 nominations nella categoria Miglior film internazionale potendo vantare ben 4 statuette: lo scorso anno con Another Round, e poi nel 1987 con Il Pranzo di Babette di Gabriel Axel, nel 1988 con Pelle alla conquista del mondo di Bille August, nel 2010 con Un mondo migliore di Susanne Bier.

4. ITALIA

L’amarcord di Paolo Sorrentino, E’ stata la mano di Dio, conquistando la candidatura a tutti i key awards della Stagione dei Premi: dal Critics Choice Award al Golden Globe, dal Satellite Award fino al BAFTA ha meritatamente ottenuto una preziosa nomination agli Oscar riuscendo anche ad entrare nelle cinquine dei premi settoriali americani come il Set Decorators Society of America Award assegnato dal sindacato dei decoratori di interni e il Golden Reel Award (MPSE) promosso dal sindacato dei montatori del sonoro. Tutto è iniziato con la vittoria del Gran Premio Speciale della Giuria all’ultimo Festival di Venezia seguito da alcuni Film Critics Awards come il Phoenix Film Critics Society Award, il Black Film Critics Circle Award, il Florida Film Critics Circle Award, e l’Hawaii Film Critics Society Award.

TRAMA: Napoli perennemente in bilico tra tragedia e bellezza fa’ da sfondo ad una storia di formazione fatta di orgoglio, ispirazione e riscatto in cui ogni singolo evento traccia un’orma indelebile nelle aspirazioni del protagonista. In particolare “l’arrivo di una leggenda dello sport simile a un dio: l’idolo del calcio Maradona” instilla in lui e nella sua città una fiducia nel domani.

TRAILER: https://youtu.be/CFUVnhUsNws

Con E’ stata la mano di Dio l’Italia raggiunge in questa categoria 29 candidature, dopo aver vinto la statuetta ben 11 volte (escludendo i 3 Oscar onorari): La strada, Le notti di Cabiria, 8 e mezzo, Ieri, oggi e domani, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Il giardino dei Finzi Contini, Amarcord, Nuovo cinema Paradiso, Mediterraneo, La vita è bella, La grande bellezza.

5. BHUTAN

La candidatura del film Lunana: A Yak in the Classroom di Pawo Choyning Dorji in rappresentanza del Bhutan è stata l’unica vera sorpresa di questa cinquina considerando che il film, presentato in anteprima al London Film Festival, aveva ottenuto solamente alcuni riconoscimenti durante il Palm Springs International Film Festival dello scorso anno tra cui l’Audience Award e il Best of the Fest tra le kermesse vicine all’Awards Season. Probabilmente ad essere premiato è stato lo sforzo produttivo dato che la pellicola girata sull’Himalaya è stata girata con batterie solari. Questo film è stato già presentato lo scorso anno ma fu squalificato per problemi di ammissibilità. Tuttavia è stato scelto nuovamente per la competizione di quest’anno.

TRAMA: al centro della vicenda troviamo un insegnante che trascurando i suoi doveri finisce per essere punito dai suoi superiori che lo spediscono nella scuola più remota al mondo, situata nei ghiacciai dell’Himalaya ad un’altitudine media di 5.000 metri. Per l’insegnante quel mondo ai confini della realtà, senza elettricità e connessione ad Internet, sembra un incubo eppure saprà offrirgli una profonda lezione di vita.

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=-R-LX0qdghw

Con questo film il Bhutan ha ottenuto la sua prima nomination agli Oscar. La prima volta e cioè nel 2000 ha proposto per la selezione degli Academy Awards il film La coppa di Khyentse Norbu.

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