AGGIORNAMENTO: Oscar 2022: i 25 film da tenere d’occhio (previsioni ottobre 2021)

Rispetto alle previsioni del mese precedente, cambia leggermente qualcosa in termini di “posizioni” per la categoria Miglior Regia, soprattutto dopo l’anteprima di alcuni film che erano molto attesi. Tra questi spicca sicuramente Licorice Pizza dell’apprezzato Paul Thomas Anderson che sembra aver conquistato letteralmente la critica americana.

A ciò si aggiunge una serie di new entry come Reinaldo Marcus Green, il cui lavoro per l’applaudito Richard King sta gradualmente ricevendo una preziosa considerazione da parte dei critici sull’onda di numerosi premi festivalieri come l’Audience Award al Chicago International Film Festival e anche l’Oustanding Performers of the Year Award al Santa Barbara Film Festival assegnato al protagonista Will Smith e alla supporter Aunjanue Ellis.

Per ora sento di poter escludere tra i primi 12, Adam McKay per Don’t Look Up, Wes Anderson per The French Dispatch, Sian Heder per il film CODA, ma potrebbero rientrare sotto l’effetto dei primi riconoscimenti che verranno assegnati alla fine di questo mese e che daranno ufficialmente inizio all’attesa Stagione dei premi.

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12. Jonas Poher Rasmussen (FLEE)

L’effetto “Flee” potrebbe travolgere anche la categoria Miglior Regia dopo aver gettato le basi per una Stagione dei Premi particolarmente ricca di riconoscimenti, visto e considerato che al momento è una presenza fissa tra i candidati dei primi premi con 2 nominations ai Critics’ Choice Documentary Awards, una ai Gotham Awards, una ai BIFA3 agli European Film Awards8 ai Cinema Eye Honors. In tal senso questo apprezzato documentario animato che mira a fare la storia degli Oscar dato che potrebbe essere candidato non solo per il Miglior film d’animazione e per il Miglior documentario, ma anche per il Miglior Film, non è da escludere che possa ottenere una nomination anche in questa categoria grazie al lavoro di Jonas Poher Rasmussen che ha finora conquistato numerosissimi premi tra cui il Gran Premio della Giuria per la sezione World Cinema – Documentary all’ultimo Sundance Film Festival.

11. Pedro Almodovar (MADRES PARALELAS)

Resiste nelle previsioni (era 13° in quelle precedenti) il maestro del melodramma contemporaneo Pedro Almodovar che grazie alla sua ultima fatica cinematografica, Madres Paralelas con cui esplora il passato tra identità mancate e passioni materne, presentata con successo all’ultimo Festival di Venezia, potrebbe guadagnare una seconda candidatura agli Oscar come miglior regista dopo averla ottenuta nel per Parla con lei, film che gli fece guadagnare l’ambita statuetta per il miglior script. Si tratta di una candidatura possibile anche per effetto della mancata decisione da parte della Spagna di scegliere il suo film per la competizione internazionale, preferendogli The Good Boss, un pò come accadde nel 2003 quando fu scelto a sorpresa I lunedì al sole di Fernando León de Aranoa snobbando Parla con lei che riuscì poi comunque ad ottenere 2 candidature e a vincere 1 Oscar!

10. Ridley Scott (HOUSE OF GUCCI)

Retrocede il 5 volte candidato agli Oscar Ridley Scott (l’ha ottenuta nel 1992 per Thelma e Louise, nel 2011 per Il Gladiatore e nel 2002 per Black Hawk Down, oltre a quella nel 2016 come produttore per la pellicola The Martian) dopo la prima proiezione ufficiale di House of Gucci che ha diviso la critica americana schierata per lo più a favore delle interpretazioni degli attori come quelle di Lady Gaga, Jared Leto e Al Pacino.

9. Steven Spielberg (WEST SIDE STORY)

Per Steven Spielberg la candidatura n°8 agli Oscar per la Miglior regia è a portata di mano dopo averlo vinto per questa categoria 2 volte (nel 1994 per Schindler’s List e nel 1999 per Salvate il soldato Ryan), anche se rispetto alle previsioni di ottobre (era ) perde quotazioni ma solo perché il suo film è uno dei pochi di questa lista che non ha ancora avuto la sua anteprima. In ogni caso cresce l’aspettativa per il suo nuovo adattamento del famoso musical di Broadway West Side Story di Leonard Bernstein, Arthur Laurents e Stephen Sondheim, già portato sul grande schermo nel 1961 da Jerome Robbins e Robert Wise, aggiudicandosi 10 premi Oscar tra cui miglior film e miglior regia.

8. Joel Coen (THE TRAGEDY OF MACBETH)

Per quanto sia stata accolta con grande entusiasmo la sua prova in solitaria, Joel Coen per il suo straordinario lavoro in The Tragedy of Macbeth, osannato dalla critica americana dopo la sua anteprima al New York Film Festival, retrocede nelle previsioni di questo mese (era al 6° posto ad ottobre) ma resta comunque in lizza e potrebbe tornare facilmente tra i primi 6 dopo i l’assegnazione dei riconoscimenti ufficiali della Stagione dei Premi.

7. Pablo Larrain (SPENCER)

Guadagna terreno il talentuoso regista cileno Pablo Larraín per Spencer (nelle previsioni precedenti era al 9° posto), candidato agli Oscar nel 2013 per No – I giorni dell’arcobaleno per il Miglior film internazionale. Tutto merito della sua protagonista Kristen Stewart, che sta dando una forte visibilità al film dato che per la sua interpretazione nei panni di Lady D ha ottenuto già due premi speciali come il Performer Tribute ai Gotham Awards e lo Spotlight Award al Palm Springs International Film Festival, consentendo alla pellicola di conquistare giorno dopo giorno l’attenzione della critica americana.

6. Reinaldo Marcus Green (RICHARD KING)

L’altra interessante new entry di queste previsioni è sicuramente l’emergente Reinaldo Marcus Green che grazie alla sua prova per il biopic King Richard, sulla figura di Richard Williams, padre delle due leggende del tennis femminile mondiale, le sorelle Venus Serena Williams, potrebbe dare una svolta alla sua promettente carriera. A tal proposito questa pellicola, destinata a fare breccia nel cuore degli Academy, ha conquistato nel giro di poche settimane l’Audience Award in tre importanti festival: il Chicago International Film Festival, l’Heartland International Film Festival, il Philadelphia Film Festival, facendo crescere le sue quotazioni anche per la categoria Miglior Regia.

5. Guillermo Del Toro (LA FIERA DELLE ILLUSIONI)

Nelle nuove previsioni Guillermo Del Toro, già vincitore di due statuette nel 2018 (Miglior film e Miglior regia per il film La forma dell’acqua) perde due posizioni (nelle previsioni precedenti era al 3° posto) solo perché il suo ultimo film La fiera delle illusioni non è stato ancora distribuito. In ogni caso resta saldo nella cinquina con la possibilità di ottenere la sua seconda candidatura come miglior regista in virtù del suo enorme potenziale, complice una suggestiva realizzazione del famoso classico noir di William Lindsay Gresham, già adattato nel 1947 con il film La fiera delle illusioni per la regia di Edmund Golding con Tyron Power.

4. Denis Villeneuve (DUNE)

Il suo ultimo film, Dune, il nuovo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di fantascienza scritto da Frank Herbert, dopo aver incantato letteralmente la critica americana, ha conquistato anche il pubblico, avvicinando sempre di più Denis Villeneuve alla sua seconda nomination agli Oscar dopo quella ottenuta 5 anni fa’ per il meraviglioso Arrival. In tal senso difende la sua “posizione” rispetto alle previsioni di ottobre (laddove era sempre al 4° posto) sull’onda sempre più crescente di consensi verso la sua regia particolarmente apprezzata per la sua suggestiva visione di fondo.

3. Jane Campion (THE POWER OF THE DOG)

Anche se il suo bottino di premi si arricchisce con un nuovo riconoscimento onorario come il Director’s Tribute ai Gotham Awards, la vincitrice del Leone d’Argento per la Miglior Regia all’ultimo Festival di Venezia per il film The Power of the Dog, Jane Campion, perde (per ora) la leadership in questa categoria (nelle previsioni precedenti era al 1° posto), complice i numerosi premi vinti dal film rivale Belfast e dalle prime reazioni entusiaste della critica al lavoro di Paul Thomas Anderson per Licorice Pizza. In ogni caso a distanza di 28 anni dalla sua prima candidatura agli Oscar per lo straordinario Lezioni di Piano, la Campion potrebbe tornare nuovamente in lizza per la statuetta in quella che sembra essere la categoria più agguerrita.

2. Paul Thomas Anderson (LICORICE PIZZA)

L’entusiasmo della critica americana dopo le prime proiezioni di Licorice Pizza rende concreta per Paul Thomas Anderson la possibilità di conquistare la terza candidatura agli Oscar come miglior regista dopo averla ottenuta nel 2008 per Il Petroliere e dieci anni dopo per Phantom Thread. Così guadagna terreno nelle previsioni per la Miglior Regia di questo mese (era al 5° posto in quelle di ottobre) riuscendo ad insidiare i suoi rivali sul podio.

1. Kenneth Branagh (BELFAST)

I numerosi Audience Awards finora conquistati da Kenneth Branagh nei vari festival, preceduti dal prestigioso People’s Choice Award vinto al Toronto International Film Festival, per il suo applaudito dramma autobiografico Belfast gli permettono di conquistare la vetta di queste nuove previsioni (in quelle precedenti era al 2° posto), avvicinandolo alla sua seconda candidatura come miglior regista, dopo quella ottenuta nel 1990 per Enrico V.

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