Le previsioni per la categoria Miglior fotografia, come per alcune categorie tecniche, solitamente vengono redatte dopo l’annuncio delle short-list dei semifinalisti, che quest’anno saranno rese note dall’Academy nel mese di dicembre. Nel frattempo, incrociando le aspettative della critica americana con i giudizi degli addetti del settore, emergono le prime predictions sui migliori direttori della fotografia che potrebbero entrare nella Oscars race.

In siffatto contesto avranno un ruolo chiave in termini di previsioni, le successive nomination ai riconoscimenti della rispettiva gilda di categoria: gli American Society of Cinematographers Awards (ASC), i premi con cui il sindacato dei direttori della fotografia elegge ogni anno i migliori professionisti che si sono distinti nell’arte della fotografia cinematografica e televisiva.

Senza dimenticare l’impatto, nella Stagione dei Premi, del prestigioso Energa Camerimage, il noto Festival Internazionale dedicato alla Fotografia cinematografica che ogni anno con i 3 premi del Concorso (Golden Frog, Silver Frog, Bronze Frog) individua le pellicole da tenere d’occhio per questa specifica categoria.

Oscar 2022, quali sono i film che potrebbero entrare in lizza per la miglior fotografia?

15. Andrew Droz Palermo (THE GREEN KNIGHT):

Il giovane Andrew Droz Palermo dopo essersi fatto notare per il suo lavoro in numerosi documentari tra cui Rich Hill con cui ha vinto nel 2014 il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival e dopo aver collaborato al cult movie A ghost story con cui ha vinto nel 2017 il premio per la miglior fotografia al Sitges – Catalonian International Film Festival, potrebbe per la prima volta entrare nella Stagione dei Premi, grazie al suo apprezzato contributo nel film The Green Knight in cui ha dato vita ad un’epica avventura senza tempo, complici le sue inquadrature visionarie e suggestive.

14. Dariusz Wolski (THE LAST DUEL)

Dopo aver conquistato per la prima volta la nomination agli Oscar lo scorso anno per il film News of the World, Dariusz Wolski ci riprova e questa volta grazie ad un film di Ridley Scott con cui ha stretto un ottimo rapporto di collaborazione (da Prometheus a The Martian, fino alla serie tv Raised by Wolves).

L’ occasione è offerta dalla pellicola ambientata nella Francia medievale dal titolo The Last Duel in cui è riuscito ad evocare le inquietudini dell’epoca vessata da lotte di potere tra orgoglio e risentimento.

13. Alice Brooks (TIC, TICK…BOOM!)

Per Alice Brooks potrebbe arrivare la prima nomination agli Oscar della sua carriera dopo aver firmato la fotografia di numerosi cortometraggi e di alcune serie TV come Home Before Dark e The Walking Dead: Red Machete. Senza dimenticare il suo contributo all’altro musical legato al “mondo” di Lin-Manuel Miranda, Sognando a New York – In The Heights.

La candidatura potrebbe invece arrivare grazie all’atteso musical Tick, Tick….Boom! con Andrew Garfield e Bradley Whitford in cui ha riprodotto con un’attenta scelta di colori l’atmosfera dinamica e creativa che ruotava intorno ai compositori e drammaturghi del musical americano degli anni ’80.

12. Robbie Ryan (C’MON C’MON)

Il vincitore di 2 British Independent Film Awards e dell’Outstanding Technical Contribution nel 2011 al Festival di Venezia per l’apprezzata pellicola Wuthering Heights (3° posto al Camerimage di quell’anno), Robbie Ryan potrebbe ottenere la sua seconda candidatura agli Oscar dopo quella conquistata nel 2019 per La Favorita.

Tutto merito della sua prova nel film C’mon C’mon in cui la scelta del bianco e nero trasforma il dramma in un’esperienza tenera e intimista.

11. Linus Sandgren (NO TIME NO DIE)

Il premio Oscar Linus Sandgren per la fotografia del meraviglioso musical di Damien Chazelle, La La Land, potrebbe avvicinarsi quest’anno alla seconda candidatura della sua carriera, complice il suo apprezzato contributo nell’ultimo film della saga di James Bond dal titolo No Time To Die di Cary Joji Fukunaga.

Tra fughe vertiginose e scene al cardiopalma, la macchina da presa insegue senza freni Bond restituendo al suo personaggio quel mix di forza, fascino e infallibilità grazie a sequenze affascinanti dalla precisione disarmante.

10. Dariusz Wolski (HOUSE OF GUCCI)

Doppia chance per Darius Wolski che potrebbe ottenere la sua seconda nomination agli Oscar anche per un altro film di Ridley Scott, l’attesissimo House of Gucci in cui riproduce con misurato cromatismo l’epoca patinata del fashion system anni ’90 attraverso atmosfere soffuse e velate incastonate in una friabile facciata glamour.

9. Paul Thomas Anderson, Michael Bauman (LICORICE PIZZA)

Come direttore della fotografia il regista Paul Thomas Anderson insieme ad uno dei più gettonati capi-squadra dell’electrical department (gaffer) Michael Bauman potrebbe ottenere la sua prima candidatura agli Oscar escludendo le 8 nomination totali conquistate per il Miglior film (2), per la Miglior regia (2), per il Miglior script (4).

Tutto merito dell’atteso Licorice Pizza in cui i due giocano con sfumature cromatiche accattivanti capaci di catapultare lo spettatore nella San Fernando Valley a Los Angeles degli anni ’70.

8. Robert D. Yeoman (THE FRENCH DISPATCH)

Il fedele direttore della fotografia del geniale regista Wes Anderson, Robert D. Yeoman, dopo aver ottenuto nel 2015 la sua prima candidatura per il meraviglioso The Grand Budapest Hotel, potrebbe conquistare nuovamente l’attenzione da parte degli Academy.

L’occasione è offerta dalla pellicola The French Dispatch ricchissima di dettagli e particolari tra colori e sfumature capaci di catturare il fascino nostalgico di una immaginaria redazione di un giornale americano in una città francese a metà del XX secolo.

7. Claire Mathon (SPENCER)

La talentuosa Claire Mathon che nel 2019 incantò la critica internazionale con due pellicole dalla rara bellezza visiva pluripremiate per la miglior fotografia come Il ritratto di una giovane in fiamme di Celine Sciamma (National Society of Film Critic Award) e Atlantique di Mati Diop (Los Angeles Film Critics Association Award) potrebbe ottenere (speriamo) la sua prima candidatura agli Oscar per il suggestivo contributo offerto nell’ultimo film di Pablo Larrain, Spencer.

La grammatica dei suoi fotogrammi crea un linguaggio unico nel quale lo spettatore può leggere l’inquietudine e l’oblio della principessa Diana nel momento più difficile della sua vita.

6. Janusz Kaminski (WEST SIDE STORY)

Il due volte premio Oscar Janusz Kaminski (1994 per Schindler’s List e 1999 per Salvate il soldato Ryan) potrebbe avvicinarsi alla 7a candidatura della sua carriera grazie al nuovo lavoro del suo regista preferito, Steven Spielberg con cui ha instaurato una prolifica collaborazione (da Amistad a Il ponte delle spie). Ha anche all’attivo 6 nominations agli American Society of Cinematographers Awards.

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La nuova candidatura potrebbe arrivare grazie all’atteso West Side Story in cui ha ricreato l’innata freschezza del musical di Broadway alternando inquadrature taglienti a fotogrammi variopinti in un’esplosione di colori per rappresentare non solo la lotta e le sfide che si oppongono all’amore dei due protagonisti, ma anche la vita nella sua bellezza catartica.

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5. Ari Wegner (THE POWER OF THE DOG)

Con l’Artisian Award vinto all’ultimo Toronto International Film Festival per la miglior fotografia Ari Wegner entra in lizza per l’Oscar grazie al contributo offerto nell’ultimo film di Jane Campion, The Power of the Dog.

Si tratterebbe della prima candidatura agli Oscar per la Wegner dopo aver conquistato nel 2016 la critica internazionale per il suo lavoro con Lady Macbeth che gli fece guadagnare un prezioso British Independent Film Award.

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4. Haris Zambarloukos (BELFAST)

Finalmente dopo tanta gavetta e dopo aver realizzato numerosi film di diverso genere (da Mamma mia! a Thor, da Locke a Assassinio sull’Orient Express) Haris Zambarloukos potrebbe conquistare la sua prima nomination agli Oscar grazie all’applaudito Belfast di Kenneth Branagh.

La scelta del bianco e nero appare come una dimensione necessaria per raccontare con meditata riflessione questo intenso dramma di formazione ambientato durante i tumultuosi anni ’60 nell’Irlanda del Nord.

3. Dan Laustsen (LA FIERA DELLE ILLUSIONI)

Il danese Dan Laustsen è in pole position per conquistare la sua seconda nomination agli Oscar dopo quella ottenuta nel 2018 per la pluripremiata pellicola di Guillermo Del Toro, The Shape of Water.

Quest’anno l’occasione è offerta da uno dei titoli più attesi come La fiera delle illusioni dello stesso Del Toro, con cui si intuisce dai primi fotogrammi una certa ricercatezza espressiva che mira a spingere lo spettatore in una nuova dimensione sensoriale fatta di luci e ombre con cui racchiudere l’incanto e l’inquietudine che si nasconde nella mente del cinico giostraio che muove le redini della storia.

2. Bruno Delbonnel (THE TRAGEDY OF MACBETH)

Dopo 5 nomination a vuoto, finalmente il 2022 potrebbe essere l’anno della svolta per Bruno Delbonnel (l’ultima candidatura è arrivata nel 2017 per L’ora più buia) grazie all’applaudito adattamento di Joel Coen, The Tragedy of Macbeth.

La scala dei grigi scelti in un’alternanza di ombre soffuse conferisce al dramma un valore aggiunto trasformando la tragedia in un dramma senza tempo in cui ogni cosa sembra sospesa in un imminente divenire.

1. Greig Fraser (DUNE)

Vincitore nel 2016 del premio assegnato dal sindacato dei direttori della fotografia americani (American Society of Cinematographers Award) per il suo lavoro nel dramma Lion, Greig Fraser potrebbe essere uno dei protagonisti della prossima Stagione dei Premi per quanto riguarda la categoria Miglior Fotografia grazie al suo notevole contributo nel kolossal di Denis Villeneuve Dune.

Piani sequenza pittoreschi e suggestivi contribuiscono ad evocare la desolazione di un mondo alternativo in cui tutto sembra destinato a scomparire. La profondità degli spazi è amplificata da un magistrale lavoro sui fotogrammi con una scelta sapiente dei chiaroscuri e delle ombre. In Dune l’elemento visivo irrompe nella vicenda spostando l’attenzione su scenari primordiali che costruiscono la storia dietro il mito.

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