I candidati di quest’anno per la categoria Miglior cortometraggio d’animazione (Best Animated Short Film) veicolano potenti messaggi in grado di suscitare profonde riflessioni sui cambiamenti della nostra società. 5 titoli capaci di esplorare con illustrazioni suggestive le fragilità dell’animo umano: dal tema dell’elaborazione del lutto alla ricerca di identità, passando per una tenera e divertente lezione di vita ad un’analisi sui meccanismi della nostra società e del comportamento umano, fino a momenti poetici di critica sociale.

Questa categoria come quella del Miglior cortometraggio non ha dei riconoscimenti indicativi che consentono di prevedere i favoriti. Di conseguenza tali previsioni emergono incrociando i giudizi espressi dalla critica durante i passaggi nei vari Festival internazionali, combinando preferenze e premi vinti. Questo è uno dei motivi che rende imprevedibile questa categoria! Basti pensare che tra le esclusioni pesa l’assenza del cortometraggio animato Kapaemahu che poteva contare su numerosi riconoscimenti conquistati durante la sua partecipazione ai Festival di questa stagione: dalle Menzioni Speciali al Tribeca Film Festival e al Prague International Indie Film Festival al premio vinto al Rhode Island International Film Festival e al Nashville Film Festival fino al Children’s Jury Award ottenuto al Chicago International Children’s Film Festival.

Quale cortometraggio d’animazione ha più chance di conquistare l’Oscar?

1. IF ANYTHING HAPPENS I LOVE YOU

(Will McCormack e Michael Govier)

Il tema della perdita è al centro di questo meraviglioso cortometraggio animato in 2D, targato Netflix capace di trasmettere con grande sensibilità il senso di vuoto e la perdurante angoscia che mina la vita di due genitori in lutto per la morte della loro figlia, uccisa in una sparatoria nella sua scuola. A rendere ancora più suggestivo questo racconto animato ci pensano Illustrazioni minimaliste e raffinate che hanno il potere simbolico di raccontare ciò che mai nessun dialogo riuscirebbe a confessare. Questo corto oltre ad aver vinto il Best Animated Short al Phoenix Film Festival e lo Special LAAF Jury Award al Los Angeles Animation Festival, ha al suo attivo una preziosa candidatura agli Annie Awards nella categoria Outstanding Achievement for Editing in a Television/Media Production e una agli Hollywood Critics Association Awards.

2. GENIUS LOCI

(Adrien Mérigeau e Amaury Ovise)

Presentato con successo al Festival di Berlino del 2020 e successivamente all’Annecy International Animated Film Festival dove ha vinto il Premio della Giuria, Genius Loci, candidato anche agli European Film Awards, è un cortometraggio d’animazione francese particolarmente apprezzato dalla critica internazionale che ha lodato la sua vivace e poliedrica libertà espressiva. Tutto merito di uno script dinamico che dialoga attivamente con animazioni fluide pronte a trasmettere il caos emotivo di una giovane che riesce a trovare una sorta di connessione mistica tra il vortice urbano e la sua vita nella ricerca di qualcosa che non ha ancora un nome.

3. OPERA

(Erick Oh)

Ispirato ai grandi artisti del Rinascimento come Michelangelo e Botticelli, Opera è l’ambizioso progetto del regista Erick Oh dall’animazione magnetica con cui ha ritratto la società umana nelle sue affascinanti contraddizioni. Siamo di fronte ad una dinamica opera d’arte in divenire concepita come una profonda allegoria sul capitalismo e sulla storia dell’umanità. Un invito a mettere in discussione i meccanismi della nostra società che esiste all’interno di una struttura piramidale dove ogni interazione è figlia di un’azione e dove ogni individuo subisce le conseguenze di una girandola di scelte dal ciclo costante. Questo sperimentale cortometraggio ha vinto l’Audience Award al recente SXSW Film Festival e al London International Animation Festival.

4. YES-PEOPLE

(Gísli Darri Halldórsson e Arnar Gunnarsson)

Particolarmente apprezzato al Reykjavik International Film Festival dove ha vinto il Best Icelandic Short, Yes-People è un bizzarro racconto sulle dinamiche della vita quotidiana. Il titolo si riferisce ad una delle espressioni più comuni usate dai personaggi per esprimere sensazioni diverse: dal piacere alla noia, dal fastidio all’entusiasmo. Un ritratto corale tra routine e marginalità, in cui ogni esperienza plasma l’altra in maniera invisibile.

5. BURROW

(Madeline Sharafian e Michael Capbarat)

Inizialmente realizzato con lo scopo di distribuirlo assieme a Soul per l’uscita nelle sale, Burrow (disponibile su Disney +) è l’ottavo cortometraggio della serie SparkShorts (un progetto sperimentale che mira a sviluppare inedite tecniche narrative scovando nuovi talenti all’interno della grande famiglia Pixar) e vede come protagonista un coniglio che cerca in tutti i modi di costruire la tana dei suoi sogni per poi finire puntualmente in quella dei suoi vicini. Scavando scavando e ignorando la possibilità di coinvolgere gli altri animali finisce per combinare un guaio, imparando che non è da vigliacchi chiedere aiuto quando se ne ha bisogno. Questo corto tenero e divertente, capace di affrontare con saggezza il tema delle relazioni interpersonali è stato candidato agli Hollywood Critics Association Awards.

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