Annunciate le candidature agli Eddie Awards, i riconoscimenti con cui la nota Società dei montatori, l’American Cinema Editors, elegge ogni anno le migliori prestazioni professionali in ambito cinematografico e televisivo. I verdetti di questo premio consentono di prevedere le successive scelte degli Academy Awards, dato che solitamente uno dei due vincitori delle categorie cinematografiche conquista anche il premio Oscar per il miglior montaggio. A tal proposito la separazione tra il Miglior montatore per un film drammatico e Miglior montatore per un film commedia o musicale (introdotta dal 2000 in poi) ha permesso nel tempo di stabilire i due sfidanti per gli Oscar.

Con statistiche alla mano basta ricordare che su 37 edizioni, in cui non c’era ancora la suddivisione tra i due generi, ben 25 volte il vincitore degli Eddie Awards è stato confermato agli Oscar (La conquista del West, Mary Poppins, Tutti insieme appassionatamente, Bullit, Patton, Cabaret, La Stangata, Lo Squalo, Rocky, Il cacciatore, All that Jazz, Toro Scatenato, I predatori dell’Arca Perduta, Gandhi, Witness, Platoon, L’ultimo imperatore, Balla coi Lupi, JFK, Gli Spietati, Schindler’s List, Forrest Gump, Il paziente Inglese, Titanic, Salvate il Soldato Ryan). Successivamente nelle restanti 22 edizioni in cui è stata introdotta la suddivisione, la convergenza tra il verdetto dell’American Cinema Editors e quello degli Oscar è avvenuta ben 15 volte: 14 per un film drammatico (Matrix, Black Hawk Down, Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re, The Aviator, Crash, The Bourne Ultimatum, The Millionaire, The Hurt Locker, The Social Network, Argo, Mad Max: Fury Road, Dunkirk, Bohemian Rhapsody) e 1 per un film comedy/musical (Chicago).

Per questo motivo ci soffermeremo sulla categoria che può avere una maggiore influenza sugli Oscar, e cioè quella del Miglior montaggio per un film drammatico dove troviamo candidati i film che hanno conquistato il maggior numero di premi in questa dinamica Awards Season con qualche clamorosa esclusione.

In vetta c’è sicuramente il lavoro di Alan Baumgarten per il dramma giudiziario The Trial of the Chicago 7 con cui ha conquistato diversi riconoscimenti tra cui 3 premi chiave: il Satellite Award, l’Hollywood Critics Association Award e il Critics Choice Award.

Segue la pluripremiata regista Chloé Zhao che per il montaggio di Nomadland ha conquistato un numero impressionante di riconoscimenti tra cui il Boston Online Film Critics Association Award e il San Francisco By Area Film Critics Circle Award.

Il terzo candidato è Mikkel E.G. Nielsen per Sound of Metal con cui ha conquistato non solo il Las Vegas Film Critics Society Award ma anche un prezioso Critics Choice Award.

Chiudono la cinquina “inaspettatamente” Kirk Baxter per Mank e Harry Yoon per Minari.

ESCLUSIONI

Rispetto alle previsioni spicca l’esclusione dell’apprezzato lavoro di Andy Canny per l’horror movie The Invisible Man che gli aveva fatto guadagnare numerosi riconoscimenti tra cui il San Diego Film Critics Society Award, il Music City Film Critics Association Award e l’Australian Academy of Cinema & Television Arts Award. Snobbati a sorpresa anche Yorgos Lamprinos il cui montaggio è un elemento chiave nel film sulla demenza senile dal titolo The Father (Los Angeles Film Critics Association Award, BIFA) e Jennifer Lame per lo sci-fi di Christopher Nolan, Tenet (London Critics’ Circle Film Award, Washington D.C. Area Film Critics Association Award)

Ecco la lista di tutti i candidati agli Eddie Awards 2021:

FONTE: ACE

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