Annunciate le candidature ai Producers Guild of America Awards (PGA), i riconoscimenti annuali con cui il sindacato dei produttori americani elegge le migliori produzioni cinematografiche e televisive, influenzando le successive scelte degli Academy Awards. A tal proposito quasi sempre i film candidati ai PGA Awards ottengono poi la nomination agli Oscar con una convergenza di verdetti piuttosto alta: su 31 edizioni ben 23 volte il vincitore del PGA Award come miglior film ha conquistato successivamente anche l’Oscar (11 volte su 15 edizioni per il lungometraggio d’animazione).

Nominations PGA Awards tra conferme ed esclusioni

Tra le CONFERME si fanno notare una serie di pellicole protagoniste dell’Awards Season:

il road movie Nomadland di Chloé Zhao che ha inaugurato la Stagione dei Premi vincendo il Leone d’oro all’ultimo Festival di Venezia e il People Choice Award al Toronto International Film Festival per poi conquistare un numero impressionante di premi tra cui 2 Golden Globe, 5 Seattle Film Critics Society Awards, 4 National Society of Film Critics Awards oltre ad aver conquistato 8 nominations ai Satellite Awards e 9 agli Alliance of Women Film Journalists Awards (EDA).

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nelle categorie: montaggio, fotografia, regia, film, attrice, adattamento

l’omaggio alla Gilden Age di Hollywood, Mank di David Fincher che ha conquistato per lo più riconoscimenti tecnici tra cui 3 Satellite Awards e 3 New Mexico Film Critics Association Awards, oltre a 7 nominations agli Hollywood Critics Association Film Awards e 12 ai Critics’ Choice Awards.

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nelle categorie: attrice non protagonista, scenografia

-il dramma giudiziario The Trial of the Chicago 7 di Aaron Sorkin che ha al suo attivo per la categoria Miglior film: il Capri Hollywood Award, l’Hawaii Film Critics Society Award, il Denver Film Critics Society Award oltre ad essere stato inserito nella prestigiosa Top 10 film dall’American Film Institute.

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nelle categorie: montaggio, sceneggiatura, cast, attore non protagonista

l’adattamento cinematografico della piece teatrale di August Wilson, prodotto da Denzel Washington, Ma Rainey’s Black Bottom di George C. Wolfe che come Miglior film ha vinto il Chicago Indie Critics Award, Philadelphia Film Critics Circle Award, Black Film Critics Circle Award, conquistando preziose candidature come quelle agli Independent Spirit Awards (5) e ai Critics’ Choice Awards (8).

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nelle categorie: attore, costumi, trucco e parrucco, cast

-l’opera prima di Regina King, tratta dall’omonima piece teatrale di Kemp Powers, One Night in Miami che come Miglior film ha vinto il 2° posto al People Choice Award al Toronto International Film Festival e l’Audience Award al Mill Valley Film Festival, conquistando numerosi riconoscimenti per alcune categorie specifiche ottenendo 2 Houston Film Critics Society Awards e 2 Washington D.C. Area Film Critics Association Awards, oltre a 9 nominations ai Satellite Awards.

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nelle categorie: attore non protagonista, canzone, cast

-il film rivelazione dello scorso Sundance Film Festival, Minari di Lee Isaac Chung che ha vinto come Miglior Film vari premi tra cui il North Carolina Film Critics Association Award, l’Oklahoma Film Critics Circle Award, AFI Award (Top 10 film), il New York Film Critics Online Award, e conquistato numerose candidature come le 10 agli Indiana Film Journalists Association Awards, le 10 ai Columbus Film Critics Association Awards, le 6 agli Independent Spirit Awards, e le ai 10 Critics’ Choice Awards.

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nelle categorie: attrice non protagonista, sceneggiatura

-Il revenge movie Promising Young Woman di Emerald Fennell che ha conquistato numerosi premi come Miglior film tra cui il l’Hollywood Critics Association Award e l’AACTA International Award, oltre a 8 nominations ai St. Louis Film Critics Association Awards e 6 ai Critics’ Choice Awards.

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nelle categorie: sceneggiatura, attrice, opera prima, regista esordiente

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-il dramma catartico Sound of Metal di Darius Marder targato Amazon Studios, che si è rivelato una delle sorprese più interessanti di questa stagione. La pellicola come Miglior Film non ha vinto nessun premio, ma ne ha conquistati tantissimi nelle altre categorie tra cui 4 Greater Western New York Film Critics Association Awards e 3 Hollywood Critics Association Awards, oltre a conquistare 4 nominations ai Satellite Awards e 8 ai San Diego Film Critics Society Awards.

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nelle categorie: attore, attore non protagonista, sonoro

-il dramma sociale sull’attivista Fred Hampton Judas and the Black Messiah di Shaka King che è stato inserito nella lista dei 10 migliori film dall’American Film Institute per poi collezionare una serie di premi soprattutto nella categoria miglior attore non protagonista. Questo magro bottino è dovuto alla tardiva distribuzione del film che è stato visionato dai critici 4 mesi dopo l’inizio dell’Awards Season.

La pellicola ha vinto il maggior numero di premi nella categoria: attore non protagonista.

Tra le SORPRESE si fa notare sicuramente il film comico Borat Subsequent MovieFilm, mentre tra le ESCLUSIONI spiccano due pellicole che invece hanno conquistato la critica americana che si è espressa fino a questo momento con i Film Critics Association Awards:

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-il dramma che analizza le ragioni e le conseguenze della Guerra nel Vietnam, Da 5 Bloods di Spike Lee che come Miglior film ha vinto oltre al National Board of Review, una manciata di premi come l’Hollywood Critics Association (Midseason Awards), il Critics Choice Super Award (best action movie), conquistando 8 nominations agli Online Film Critics Society Awards e 4 ai SAG Awards.

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-il western targato Netflix News of the world di Paul Grengrass che ha al suo attivo 2 National Board of Review (miglior adattamento, Top Films), 1 Hollywood Music in Media Award (miglior colonna sonora) oltre a conquistare 4 nominations ai Satellite Awards e 7 ai Critics’ Choice Awards.

Invece per la categoria Miglior film d’animazione confermata la potenziale cinquina per gli Oscar, tra cui il favorito: il pluripremiato film d’animazione targato Disney/Pixar, Soul che è riuscito a rivoluzionare l’immaginario con un progetto ambizioso teso ad affrontare temi universali come la morte, la sofferenza e la perdita. La pellicola ha dominato la Stagione dei Premi non solo nella categoria miglior film d’animazione ma anche in quella della miglior colonna sonora.

Ecco la lista di tutti i film nominati ai Producers Guild of America Awards:

FONTE: PGA

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