Con l’assegnazione dei primi riconoscimenti dell’Awards Season si inizia a consolidarsi una potenziale shortlist di candidati agli Oscar nelle principali categorie: previsioni nomination Miglior film.

Per quanto riguarda quella per la Miglior regia, la gara sembrerebbe ad appannaggio della talentuosa Chloé Zhao che per Nomadland ha conquistato un numero vertiginoso di riconoscimenti tra tutti i premi finora assegnati dalle associazioni dei critici americani (Film Critics Association Awards) attestandosi come la grande favorita per gli Oscar.

Tali verdetti per trasformarsi in previsioni devono essere confermati da alcuni riconoscimenti chiave della Stagione dei Premi: dai Golden Globe ai Critics Choice Awards, fino al più importante per poter prevedere il vincitore di questa categoria e cioè il prestigioso Directors Guild of America Award, il riconoscimento con cui il sindacato dei registi americani sceglie ogni anno il miglior regista della stagione influenzando o anticipando il verdetto degli Oscar nella relativa categoria.

Gradualmente il cerchio si stringe: dalle previsioni dei 15 potenziali candidati del mese di Ottobre siamo passati ai 12 favoriti del mese di dicembre, e ora, alle previsioni di Gennaio con i 10 registi favoriti per una candidatura agli Oscar nella categoria Miglior Regia tra conferme, esclusioni e qualche interessante new entry….

Quali sono i 10 migliori registi che possono ambire ad una nomination agli Oscar nella categoria BEST DIRECTOR?

10. EMERALD FENNELL (PROMISING YOUNG WOMAN)

Anche se la strada verso la candidatura è ancora tutta in salita, l’esordiente Emerald Fennell è sicuramente una delle grandi rivelazioni di questa Stagione dei Premi, dato che con la sua opera prima Promising Young Woman ha conquistato numerose candidature come miglior regista vincendo l’EDA Award (Best Woman Director) e ottenendo il 2° posto ai Columbus Film Critics Association Awards e ai St. Louis Film Critics Association Awards. Senza dimenticare che il suo apprezzato revenge movie con protagonista la pluripremiata Carey Mulligan ha vinto numerosi riconoscimenti come miglior film dell’anno (Sunset Circle Film Award, Columbus Film Critics Association Award, San Diego Film Critics Society Award, Music City Film Critics Association Award, Kansas City Film Critics Circle Award).

9. PAUL GRENGRASS (NEWS OF THE WORLD)

Al momento resta a mani vuote Paul Grengrass per il suo ultimo film News of the World con Tom Hanks e la talentuosa Helena Zengel, confermando le previsioni precedenti che lo vedevano sempre distante dalla potenziale cinquina (nelle previsioni di Ottobre era al 14° posto, in quelle di Dicembre era ) dato che non ha vinto alcun premio tra quelli finora assegnati dalle associazioni dei critici americani. Eppure potrebbe comunque ottenere la sua seconda nomination dopo quella conquistata quattordici anni fa’ per il film United 93, complice la notevole stima che nutrono i suoi colleghi membri degli Academy.

8. FLORIAN ZELLER (THE FATHER)

Retrocede vertiginosamente Florian Zeller (era nelle previsioni di Dicembre, anche se era appena 15° nelle previsioni di Ottobre ) per via della scarsa considerazione da parte delle associazioni dei critici americani, a cui relativi premi ha ottenuto qualche nominations senza vittoria. In tal senso potrebbe avere più chance per la categoria miglior sceneggiatura non originale della sua opera prima The Father con protagonisti Anthony Hopkins e Olivia Colman, adattamento della piece teatrale “Le Père” dello stesso Zeller (già adattato sul grande schermo nel 2015 da Philippe Le Guay per il film Florida) che si è avvalso della collaborazione del sceneggiatore premio Oscar per Le relazioni pericolose (Christopher Hampton).

7. GEORGE C. WOLFE (MA RAINEY’S BLACK BOTTOM)

George C. Wolfe, conosciuto ai più per aver diretto tv movie di successo come The Immortal Life of Henrietta Lacks con Oprah Winfrey e il pluripremiato Lackawanna Blues con cui ha vinto il prestigioso DGA Award, resta stabile nelle nostre quotazioni per il suo contributo nelll’adattamento cinematografico di Ma Rainey’s Black Bottom. Fino a questo momento ha conquistato un numero così scarno di nominations (Indiana Film Journalists Association Award, Chicago Indie Critics Award) da impedirgli di avvicinarsi alla cinquina anche se le vibranti interpretazioni dei due protagonisti, Viola Davis e il compianto Chadwick Boseman, potrebbero fare da traino alla sua inattesa candidatura che di sicuro darebbe una grande scossa alla sua carriera.

6. LEE ISAAC CHUNG (MINARI)

Resta stabile in zona nomination il regista coreano Lee Isaac Chung (è passato dal 13° posto nelle previsioni di Ottobre a in quelle di Dicembre) sulla scia del crescente consenso conquistato dal film rivelazione Minari, vincitore al Sundance Film Festival dello scorso anno di ben 2 premi (il Gran Premio della Giuria e il Premio del pubblico). A Chung basterebbe vincere qualche premio chiave per riuscire ad entrare nella cinquina dato che fino ad ora ha ottenuto solo una serie di nominations tra i premi della critica americana come quella ai San Francisco By Area Film Critics Circle Award oltre alla candidatura agli Independent Spirit Award.

5. REGINA KING (ONE NIGHT IN MIAMI)

Per Regina King (anche se era quarta nelle previsioni di Dicembre) si consolidano le speranze di diventare la prima regista afroamericana a ricevere la candidatura per la Miglior regia, complice il suo lavoro nell’adattamento cinematografico dell’omonima piece teatrale di Kemp Powers, One Night in Miami con cui ha esordito nell’Awards Season conquistando il 2°posto al Toronto International Film Festival (Audience Award). Da quel momento in poi ha vinto solo il Black Film Critics Circle Award e una serie di premi onorari come l’NBR Freedom of Expression Award e il Robert Altman Award alla regista, al cast e al casting director agli Independent Film Spirit Awards riuscendo però a guadagnare terreno rispetto ai suoi rivali dato che era partita al 9° posto nelle nostre iniziali previsioni di Ottobre.

4. SPIKE LEE (DA 5 BLOODS)

Per Spike Lee salgono le quotazioni per la sua seconda nomination agli Oscar come regista per l’apprezzato film Da 5 Bloods – Come fratelli (la prima nel 2019 per BlacKKKlansman con cui ha vinto la sua seconda statuetta ma per l’adattamento) dopo aver conquistato il prestigioso National Board of Review che gli consente di entrare nuovamente in lizza (era al 9° posto nelle previsioni di Dicembre per aver collezionato solo alcune nominations e vinto solo il Chicago Indie Critics Award e l’Hawaii Film Critics Society Award). Di conseguenza potrebbero essere confermate le intuizioni iniziali (era nelle previsioni di Ottobre) elaborate sulla scia del primo premio della Stagione vinto per la miglior regia e cioè l’Hollywood Critics Association Award (Midseason).

3. AARON SORKIN (THE TRIAL OF THE CHICAGO 7)

Aaron Sorkin, alla sua seconda prova da regista, già vincitore nel 2011 di un Oscar per la sceneggiatura del cult di David Fincher The Social Network, potrebbe conquistare la sua prima nomination nella categoria Miglior Regia, dopo aver sfiorato ben 3 premi assegnati dalle associazioni dei critici americani e quindi piazzandosi al 2° posto ai Florida Film Critics Circle Awards, ai San Diego Film Critics Society Awards e ai Kansas City Film Critics Circle Awards. Di conseguenza anche se può vantare solo alcune nominations ottenute durante l’ Awards Season per il film The Trial of the Chicago 7, Sorkin resta stabile nella potenziale cinquina dei registi favoriti per la nomination (dato che nelle previsioni di Dicembre era 4°, e in quelle precedenti di Ottobre era 6°) considerando che ha conquistato anche il Vanguard Award ai Palm Springs International Film Awards insieme al cast, premio vinto nelle precedenti edizioni dai film premi Oscar Green Book e La forma dell’acqua.

2. DAVID FINCHER (MANK)

Anche se non ha brillato durante la Stagione dei Premi, deludendo le aspettative iniziali, e quindi collezionando solo una manciata di nominations ma senza mai vincere alcun premio (sfiorandolo solo ai North Dakota Film Society Awards dove ha conquistato il 2°posto), David Fincher per il suo lavoro in Mank potrebbe comunque ottenere la sua 3a nomination agli Oscar (la prima nel 2009 per Il curioso caso di Benjamin Button e la seconda nel 2011 per The Social Network), complice la forte considerazione che nutre l’Academy e tutto l’establishement cinematografico verso il suo indiscusso talento.

  1. CHLOE ZHAO (NOMADLAND)

La talentuosa Chloè Zhao per la pluripremiata pellicola Nomadland ha praticamente “blindato” questa categoria avvicinandosi sempre di più alla prima nomination agli Oscar della sua emergente carriera dopo aver vinto quasi tutti i premi finora assegnati dalle associazioni dei critici americani tra cui il Boston Society of Film Critics Award, il New York Film Critics Circle Award, il Los Angeles Film Critics Association Award, il Chicago Film Critics Association Award, il prestigioso National Society of Film Critics Award e il Director of the Year Award ai Palm Spings International Film Awards

ALTRI COMPETITORS:

  • KELLY REICHARDT (FIRST COW)
  • SHAKA KING (JUDAS AND THE BLACK MESSIAH)
  • DARIUS MARDER (SOUND OF METAL)
  • CHRISTOPHER NOLAN (TENET)
  • ELIZA HITTMAN (NEVER RARELY SOMETIMES ALWAYS)

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