Con l’inizio effettivo della Stagione dei Premi, durante la quale sono stati assegnati i primi riconoscimenti da parte delle associazioni dei critici americani (dai New York Film Critics Circle Awards ai Chicago Film Critics Association Awards), si delineano con maggior precisione le potenziali shortlist per gli Oscar 2021. In tal senso per la categoria Miglior attrice non protagonista cambia qualcosa rispetto alle previsioni del mese di Novembre con la sempre più crescente affermazione di due outsider che si stanno dividendo i principali premi: l’emergente attrice bulgara Maria Bakalova per Borat Subsequent Movie Film e una delle grandi caratteriste del cinema asiatico Youn Yuh-jung per Minari.

Gradualmente il cerchio si stringe e dalle 15 potenziali candidate del mese di Settembre, siamo passati alle 12 del mese di Novembre, e ora, a alle previsioni Gennaio con le 10 attrici supporter favorite per una candidatura agli Oscar nella categoria Best Supporting Actress tra conferme, esclusioni e due interessanti new entry….

Miglior attrice non protagonista: quali sono le supporter favorite per la nomination agli Oscar 2021?

10. JODIE FOSTER (THE MAURITANIAN)

Dopo la diffusione del trailer del film The Mauritanian è apparso chiaro a tutti che la due volte premio Oscar Jodie Foster (nel 1989 per Sotto Accusa, nel 1992 per Il silenzio degli innocenti) avrebbe perso parte alla Oscars Race, considerando la forte considerazione che nutre per lei l’intera Academy. Ragion per cui anche se attualmente per questo ruolo (un determinato avvocato difensore nel centro di detenzione di Guantanamo Bay) non ha ottenuto alcuna nomination tra i premi assegnati dalle associazioni dei critici americani, potrebbe tranquillamente aspirare alla 5a candidatura della sua carriera (la seconda come supporter dopo quella del 77′ per Taxi Drivers).

9. DOMINIQUE FISHBACK (JUDAS AND THE BLACK MESSIAH)

La nostra seconda new entry è l’emergente Dominique Fishback che potrebbe ottenere la sua prima nomination agli Oscar per la sua prova nel film di denuncia Judas and the Black Messiah che mira a rivoluzionare le previsioni per gli Oscar data la sua tardiva distribuzione rispetto all’inizio della Stagione dei Premi. La Fishback, unica afro-americana in lizza per questa categoria, gode del favore della critica americana, che già in passato l’aveva apprezzata per la sua mirabile interpretazione nel film Night comes one.

8. HELENA ZENGEL (NEWS OF THE WORLD)

Perde decisamente qualche posizione rispetto alle previsioni precedenti (era quinta) la giovanissima rivelazione europea (vista nel film tedesco System Crasher, scelto lo scorso anno per rappresentare la Germania agli Oscar), Helena Zengel, la cui performance nel nuovo film di Paul Grengrass, News of The World, ambientato nel selvaggio West, è stata finora snobbata dai premi assegnati dai critici americani (ha al suo attivo una sola nominations agli Alliance of Women Film Journalists Awards come miglior rivelazione dell’anno). Nonostante ciò la Zengel, che nel film interpreta un’orfana che viene “scortata” suo malgrado dal Capitano Jefferson Kyle Kidd (Tom Hanks) in cambio di una cifra da capogiro, ha tutto l’appeal necessario per fare breccia nel cuore degli Academy, da sempre sensibile alle prove dei giovanissimi interpreti.

7. SAOIRSE RONAN (AMMONITE)

Retrocede (ancora) Saoirse Ronan, la cui interpretazione nel dramma passionale Ammonite di Francis Lee non ha incontrato un particolare apprezzamento da parte della critica che si è piuttosto divisa sulla pellicola in generale, deludendo le aspettative iniziali che la davano come una sicura competitor di questa categoria. In ogni caso la Ronan può puntare alla sua 5a candidatura agli Oscar della sua carriera dopo esserci andata molto vicina sia nel 2016 con la sua memorabile interpretazione in Brooklyn, e sia nel 2018 con la sua performance nella pellicola agrodolce di Greta Gerwig, Lady Bird, con cui vinse tra i vari premi tra cui un Golden Globe.

6. ELLEN BURSTYN (PIECES OF A WOMAN)

Per quanto sia molto attesa la nomination all’Oscar per il suo ruolo nel dramma Pieces of a Woman, in cui interpreta una madre che ha il difficile compito di aiutare sua figlia (Vanessa Kirby) ad elaborare la perdita del proprio figlio, la 6 volte candidata all’Oscar Ellen Burstyn, vincitrice nel 1975 della statuetta come miglior attrice per Alice non abita più qui, non ha finora conquistato il favore della critica americana dato il suo bottino amaro in termini di nominations (solo una ai Greater Western New York Film Critics Association Awards e 2 Alliance of Women Film Journalists Awards). In ogni caso resta in lizza tra le più quotate almeno per la nomination.

5. GLENN CLOSE (HILLBILLY ELEGY)

I giudizi sprezzanti della critica verso l’ultimo film di Ron Howard, Hillbilly Elegy, hanno ridimensionato le chance di Glenn Close di conquistare il primo Oscar della sua carriera. Partita inizialmente come la grande favorita di questa categoria, la Close ha perso molte posizioni scivolando nell’ultimo posto della nostra cinquina. Al momento infatti ha conquistato solo la nomination ai Music City Film Critics Association Awards, un 2° posto ma come miglior attrice ai Sunset Circle Film Award e il SFFILM Awards Night. In ogni caso restano comunque concrete le possibilità di ottenere un’ottava candidatura agli Oscar (la quarta come supporter) per quella spaccatura tra critici e Academy, che per una volta potrebbe giovarle!

4. MARIA BAKALOVA (BORAT SUBSEQUENT MOVIE FILM)

Dopo il premio assegnato dai critici di New York Maria Bakalova si è trovata di colpo nella corsa agli Oscar, passando dalla ottava posizione delle previsioni precedenti alla quarta della nostra potenziale short-list. Senza dimenticare che parte come favorita per una nomination nella categoria Best Actress (comedy/musical) ai prossimi Golden Globe. Tutto merito dello spassoso film comico dal titolo Borat The Subsequent Movie film targato Amazon Prime che le ha fatto guadagnare fino a questo momento numerosi riconoscimenti tra cui l’Indiana Film Journalists Association Award e il Chicago Film Critics Association Award.

3. OLIVIA COLMAN (THE FATHER)

Resta invariata la posizione di Olivia Colman per The Father (era sempre terza nelle previsioni precedenti) consolidata dalle numerosi candidature conquistate nei vari premi assegnati dalle associazioni dei critici americani: dai Greater Western New York Film Critics Association Awards ai North Carolina Film Critics Association Awards. La Colman, la cui sfida con la Close sembra rimandata, ha molte chance di conquistare la sua seconda nomination agli Oscar dopo aver vinto l’ambita statuetta nel 2019 come miglior attrice protagonista per la sua incredibile interpretazione della Regina Anna nel film The Favourite di Yorgos Lanthimos. Tutto merito della sua apprezzata prova nel film di Florian Zeller, The Father, in cui interpreta la figlia di un uomo (interpretato magistramente dal premio Oscar Anthony Hopkins) che fatica ad accettare la sua demenza senile.

2. YOUN YUH-JUNG (MINARI)

Dopo i premi premi assegnati dalle associazioni dei critici americani sono aumentate vertiginosamente le quotazioni per l’outsider Youn Yuh-jung, grande caratterista del cinema asiatico, che è passata dalla settima posizione delle previsioni del mese di Novembre al secondo posto della nostra potenziale shortlist. Tutto merito della sua apprezzata prova nel film rivelazione dell’anno Minari di Lee Isaac Chung grazie alla quale ha conquistato non solo numerose candidature nei vari Film Critics Association Awards ma anche vinto (per ora) ben 4 riconoscimenti: il Sunset Circle Film Award, il Boston Society of Film Critics Award, il Los Angeles Film Critics Association Award, il Greater Western New York Film Critics Association Award.

1. AMANDA SEYFRIED (MANK)

Anche se fino ad ora Amanda Seyfreid non ha vinto alcun premio tra quelli assegnati fino a questo momento, la sua candidatura agli Oscar non è mai stata messa in discussione. Complice il forte apprezzamento da parte della critica che le ha permesso di conquistare numerose candidature per la sua applauditissima interpretazione nell’ultimo film di David Fincher, Mank, in cui interpreta la famosa attrice del muto Marion Davies a cui pare essersi ispirato Orson Welles nel tratteggiare il personaggio della seconda moglie del protagonista di Quarto Potere, Susan Alexander, alcolizzata e definita senza talento. Attualmente la Seyfried può contare su due runner-up (2° posto) conquistati ai Boston Society of Film Critics Awards e ai Los Angeles Film Critics Association Awards.

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