►► ULTIMO AGGIORNAMENTO PREVISIONI

Le previsioni per la categoria Miglior Scenografia, come per le altre categorie tecniche, vengono solitamente redatte dopo l’annuncio delle shortlist con cui l’Academy restringe il cerchio dei potenziali candidati. Nel frattempo però già circolano le prime predictions elaborate incrociando le aspettative della critica americana con i giudizi degli addetti del settore.

Su questa lunghezza d’onda avranno un ruolo chiave in termini di previsioni, le successive nomination ai riconoscimenti della rispettiva gilda di categoria: gli Art Directors Guild Awards, i premi con cui ogni anno il sindacato degli scenografi elegge le migliori prestazioni professionali in ambito cinematografico e televisivo. I loro verdetti spesso anticipano le scelte degli Academy Awards, consentendo di prevedere il successivo vincitore agli Oscar nella categoria Miglior Scenografia. Nello specifico la suddivisione del premio in 3 categorie (Miglior scenografo per un film in costume, Miglior scenografo per un film fantasy, Miglior scenografo per un film contemporaneo (introdotta dal 2000 in poi) consente di stabilire quali sono i frontrunners di questa categoria per gli Oscar. Lo scorso anno vinsero: Avengers: End Game (Miglior Film Fantasy Design), C’era una volta a Hollywood (Miglior Film Period Design), Parasite (Miglior Film Contemporary Design). Gli ultimi due furono candidati agli Oscar, e alla fine ebbero la meglio Nancy Haig e Barbara Ling per il film di Tarantino

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10. Jim Bissell & John Bush (THE MIDNIGHT SKY)

Lo storico scenografo del cult movie di Steven Spielberg, ET – l’extra-terrestre, Jim Bissell con cui ottenne la nominations ai BAFTA, potrebbe conquistare per la seconda volta una preziosa nomination agli Oscar dopo averla ottenuta nel 2006 per un altro film di Goerge Clooney (di tutt’altro genere) Good Night and Good Luck con cui conquistò il Satellite Award. In The Midnight Sky Bissell con l’aiuto del set decorator John Bush (candidato agli Oscar nel 2000 per Topsy-Turvy) non si è limitato a ricostruire un mondo post-apocalittico ma si è concentrato sulla definizione degli spazi contribuendo ad accrescere il senso di solitudine e alienazione vissuto in prima persona dal protagonista.

9. Sarah Greenwood & Katie Spencer (REBECCA)

Uno dei pochi aspetti convincenti di questo nuovo adattamento dell’omonimo romanzo di Daphe du Maurier, Rebecca (celebre è la versione diretta dal maestro Alfred Hitchcok) è sicuramente la scenografia della Greenwood capace di veicolare drammi e sospetti attraverso l’arte della ricercatezza cromatica, dando vita ad ambienti inquieti e suggestivi nei quali prendono forma i dilemmi dei protagonisti. Complice il contributo della “sua” set decorator Katie Spencer ( candidata 6 volte agli Oscar). Per la Greenwood si tratterebbe della sua 7a nomination agli Oscar senza però averlo mai vinto.

8. Sahne Valentino & Andrew Baseman (THE TRIAL OF THE CHICAGO 7)

Uno dei numerosi meriti del film di protesta The Trial of The Chicago 7 è il concept della sua scenografia curata dal talentuoso Sahne Valentino che ha saputo rendere ogni spazio, un potenziale terreno di scontro. Così l’aula del tribunale come anche l’ufficio organizzativo diventano trincee nelle quali difendere le proprie idee è sempre una questione di sopravvivenza. Merito da condividere con il set decorator Andrew Baseman, vincitore dello scorso anno dell’Art Directors Guild Award per il film Crazy Rich Asians (Excellence in Production Design Award). Anche per Valentino si tratterebbe della sua prima candidatura agli Oscar dopo averla sfiorata nel 2018 con Animali notturni che però le fece guadagnare una nomination ai BAFTA.

7. David Crank & Elizabeth Keenan (NEWS OF THE WORLD)

Lo scenografo e art director americano David Crank non ha mai conquistato una nomination all’Oscar per quanto ci sia andato molto vicino più volte, specie nel 2008 quando con il film Il petroliere vinse numerosi riconoscimenti tra cui l’Art Directors Guild Award (Excellence in Production Design Award) e l’Online Film & Television Association Award. Quest’anno la possibilità di ottenere la prima candidatura sembra concreta grazie al suo straordinario lavoro nel film News of the World in cui riesce a ricreare le ambientazioni del selvaggio West con la sua profonda e sterminata prospettiva, complice anche il contributo del set decorator Elizabeth Keenan alla sua prima potenziale nomination.

6. Daniel T. Dorrance & Pascale Deschenes (THE UNITED STATES VS BILLIE HOLYDAY)

L’ingegnoso supervising art director del monumentale film bellico Salvate il soldato Ryan, Daniel T. Dorrance che curò la scenografia realizzata da Thomas Sanders e Phill Zagajewski, potrebbe finalmente conquistare la prima nomination della sua carriera come Production Design. Tutto merito del suo suggestivo lavoro nel film The United States vs Billie Holiday in cui è riuscito a ricreare il mondo ora ovattato e ora accecante di una delle cantanti jazz più famose al mondo, Billie Holiday, grazie anche al piglio creativo del talentuososet decorator Pascale Deschenes.

5. Kave Quinn & Stella Fox (EMMA)

Kave Quinn, dopo l’exploit dello scorso anno dove balzò all’attenzione della critica per il suo lavoro nel biopic Judy con cui ottenne una nomination ai BIFA, in coppia con la set decoration Stella Fox, potrebbe avvicinarsi alla prima nomination della sua carriera complice il suo apprezzato contributo nel film Emma per aver ricreato con originalità le atmosfere edulcorate dell’epoca vittoriana.

4. Mark Ricker & Karen O’Hara, Diana Stoughton (MA RAINEY’S BLACK BOTTOM)

Il 3 volte candidato agli Art Director Guild Awards (Julia & Julia, The Help, Trumbo) Mark Ricker potrebbe finalmente ottenere la sua prima candidatura agli Oscar grazie al suo contributo nel film di George C. Wolfe Ma Rainey’s Black Bottom in cui ha saputo ricostruire con fedele ispirazione una sala di registrazione dell’epoca del blues ampliando gli spazi scenici dello script dalla vocazione teatrale. Degno di nota anche il lavoro delle due set decorator Karen O’ Hara (Oscar nel 2010 per Alice in Worldland) e Diana Stoughton.

4. Cristina Casali & Charlotte Dirickx (THE PERSONAL HISTORY OF DAVID COPPERFIELD)

Dopo aver vinto il British Independent Film Award per The Personal History of David Copperfield, Cristina Casali mira a conquistare anche la sua prima candidatura agli Oscar consapevole del supporto degli addetti del settore che hanno particolarmente apprezzato il suo lavoro certosino nel ricostruire fedelmente l’epoca dickensiana. Merito anche della set decorator Charlotte Dirickx che ha già al suo attivo una nomination agli Oscar nel 2015 per Mr.Turner.

2. Grant Major & Anne Kuljian (MULAN)

A distanza di 17 anni dell’Oscar vinto per Il signore degli anelli: Il ritorno del Re, lo scenografo Grant Major potrebbe conquistare la 5 nomination all’Oscar della sua carriera grazie al suo suggestivo e imponente lavoro nel film targato Disney, Mulan, per aver ricreato con rara potenza l’epoca della dinastia Tang. Merito da condividere con Anne Kuljian (candidata all’Oscar nel 1990 per il film The Abyss).

1. Donald Graham Burt & Jan Pascale (MANK)

Sono passati 12 anni dall’Oscar vinto per Il curioso caso di Benjamin Button con cui ottenne anche il BAFTA. Quest’anno ci sono molte probabilità di conquistare la seconda statuetta della sua carriera grazie al suo incredibile lavoro nel biopic Mank in cui ha dato vita alla Hollywood degli anni 30 e 40 ricreando quadri scenici dalla vivida precisione. Merito soprattutto del talentuoso set decorator Jan Pascale già candidato agli Oscar nel 2006 per Good Night, and Good Luck.