Le previsioni per la categoria della Miglior fotografia, come per le altre categorie tecniche, vengono solitamente elaborate dopo l’annuncio dei semifinalisti nelle varie short list di appartenza che quest’anno saranno rese note dall’Academy il 9 febbraio. Nel frattempo però già circolano le prime predictions redatte incrociando le aspettative della critica americana con i giudizi degli addetti del settore.

In siffatto contesto avranno un ruolo chiave in termini di previsioni, le successive nomination ai riconoscimenti della rispettiva gilda di categoria: gli American Society of Cinematographers Awards (ASC), i premi con cui il sindacato dei direttori della fotografia elegge ogni anno i migliori professionisti che si sono distinti nell’arte della fotografia cinematografica e televisiva. Nella storia di questo premio su 34 edizioni 15 volte il vincitore ha poi successivamente vinto anche l’Oscar per questa categoria: Balla coi lupi, Braveheart, Il paziente inglese, Titanic, American Beauty, Road to Perdition, Memorie di una Geisha, Il petroliere, The Millionaire, Inception, Gravity, Birdman, The Revenant, Blade Runner 2049, 1917.

Senza dimenticare il prestigioso Energa Camerimage, il noto Festival Internazionale dedicato alla Fotografia cinematografica. Tra le numerose menzioni speciali che vengono assegnate, spiccano i 3 premi del Concorso: Golden Frog, Silver Frog, Bronze Frog rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato. A dimostrazione dell’importanza di questi riconoscimenti in chiave awards season va ricordato che lo scorso anno il Golden e il Silver Frog furono assegnati a due film candidati agli Oscar: Joker e I due papi.

Oscar 2021, quali sono i film che potrebbero entrare in lizza per la miglior fotografia?

10. Wyatt Garfield (NINE DAYS):

L’enfant prodige della cinematografia americana Wyatt Garfield (classe 97′) potrebbe ottenere la prima candidatura agli Oscar della sua carriera dopo essersi fatto notare nel 2018 al Tribeca Film Festival dove vinse il premio per la miglior fotografia con il film Diane di Kent Jones. Anche se la critica ha iniziarto ad amarlo già nel 2015 con la sua prova nel film Mediterranea di Jonas Carpignano. Tutto merito della straordinaria atmosfera creata nel film spirituale Nine Days tra inquadrature rarefatte e suggestive.

9. Martin Ruhe (THE MIDNIGHT SKY)

Finalmente Martin Ruhe potrebbe ottenere la sua prima nomination agli Oscar grazie al contributo offerto nell’ultimo film di George Clooney, The Midnight Sky, ambientato in un futuro distopico tra sequenze alienanti che raccontano le conseguenze di un mondo alla deriva. Ruhe si era già fatto notare dalla critica nel 2007 per il suo lavoro in Control di Anton Corbijn con cui aveva ottenuto una nomination ai BIFA.

8. Tobias A. Schliessler (MA RAINEY’S BLACK BOTTOM)

Per Tobias A. Schliessler potrebbe arrivare la prima nomination agli Oscar della sua carriera dopo aver firmato la fotografia di numerosi film di successo: da Dreamgirls a Beauty and the Best. Quest’anno l’occasione è offerta dal suo contributo nel film di George C. Wolfe, Ma Rainey’s Black Bottom, in cui riproduce con sapiente cromatismo l’epoca satinata del Blues

7. Newton Thomas Sigel (DA 5 BLOODS – COME FRATELLI)

Anche per Newton Thomas Sigel potrebbe essere la prima volta agli Oscar (meritava almeno una nomination per l’incredibile lavoro in Drive di Nicolas Winding Refn). Nella grammatica delle inquadrature scelte per il film Da 5 Bloods – Come fratelli, passato e presente si confondono lasciando emergere un continuum di violenza e ingiustizia mai sopito.

6. Phedon Papamichael (THE TRIAL OF CHICAGO 7)

L’apprezzato Papamichael, candidato agli Oscar nel 2014 per Nebraska con cui aveva ottenuto anche una candidatura ai prestigiosi National Society of Film Critics Awards, potrebbe avvicinarsi alla seconda nomination della sua carriera per il suo lavoro nel film di successo The Trial of The Chicago 7 in cui la dimensione del processo diventa metafora di una protesta civile dal carattere unviersale complice una limata composizione di inquadrature capaci di mettere a fuoco l’ingiustizia dietro il dramma.

5. Sean Bobbitt (JUDAS AND THE BLACK MESSIAH)

Il direttore della fotografia Sean Bobbit dopo la delusione del 2014 quando fu escluso a sorpresa dalla nomination agli Oscar per il film 12 anni schiavo per cui conquistò numerose candidature oltre ad un prezioso Spirit Award, potrebbe finalmente riscattarsi grazie al suo lavoro di chiaroscuri nel film Judas and the Black Messiah in cui riesce a ricreare con fedele empatia le tensioni sociali di quel terribile momento oscuro.

4. Hoyte Van Hoytema (TENET)

A distanza di 3 anni dalla sua prima nomination agli Oscar per il suo incredibile lavoro nel film Dunkirk, con cui ottenne una seconda candidatura ai prestigiosi American Society of Cinematographers Awards (la prima arrivò nel 2012 per La Talpa), Hoyte Van Hoytema potrebbe conquistare una seconda candidatura complice il suo apprezzato contributo nell’ultimo film di Christopher Nolan, Tenet tra sequenze suggestive capaci di catapultarci al di fuori di qualsiasi percezione del tempo.

3. Darius Wolski (NEWS OF THE WORLD)

Per gli addetti del settore Darius Wolski e’ uno dei più poliedrici direttori dela fotografia, da tempo a caccia di una nomination agli Oscar che però non è mai arrivata. Così dopo una serie di esclusioni a sorpresa (la meritava per cult come The Martian e di Sweeney Todd) quest’anno potrebbe essere la volta buona, complice il suo lavoro nell’ultimo film di Paul Grengrass, News of the world, in cui racconta il selvaggio West conferendo alle praterie sconfinate una dimensione cromatica suggestiva e immersiva.

2. Joshua James Richards (NOMADLAND)

Il vincitore nel 2015 del Premio della Giuria al Camerimage per il miglior debutto con il film Songs My Brtohers Taught Me, Joshua James Richards potrebbe finalmente entrare nel cuore degli Academy grazie alla sua applaudita prova nel film di Chloé Zhao, Nomadland, già vincitore del Leone d’Oro all’ultimo Festival di Venezia e del People Choice Award al Toronto International Film Festival.

1. Erik Messerschmidt (MANK)

Al suo primo lungometraggio e dopo diversi cortometraggi e serie tv (Mindhunter, 3 episodi di Raised by Wolves) Erik Messerschmidt non solo è favorito per una nomination, ma è considerato il front-runner di questa categoria ai prossimi Oscar per il suo eccellente lavoro in bianco e nero nell’ultimo film di David Fincher, Mank con Gary Oldman nei panni del celebre produttore e sceneggiatore di Hollywood Herman J.Manckiewicz.