Assegnati i Critics’ Choice Movie Awards, i riconoscimenti cinematografici con cui la Broadcast Film Critics Association(BFCA), formata da circa 250 critici cinematografici appartenenti alle principali testate giornalistiche statunitensi, scelgono i migliori film dell’anno.

Non tutti sanno che questo premio si è rivelato negli anni “un’anteprima” degli Oscar, nonostante siano molti a considerare i Golden Globe l’anticamera degli Academy Awards. Eppure su 20 edizioni, 10 volte il miglior film dei Critics’ Choice Movie Awards è poi stato confermato agli Oscar:

(American Beauty, Il gladiatore, A beautiful Mind, Chicago, The Departed, Non è un paese per vecchi, The Millionaire, The Hurt Locker, The Artist, Argo, 12 anni schiavo)

L’edizione di quest’anno è sembrata una “prova tecnica” per gli Oscar, dato che a vincere il premio per il miglior film è stato Spotlight (6 nominations agli Oscar) che aveva già convinto i critici di Washington, Los Angeles e Boston, oltre a quelli on line di New york e conquistato il Gotham Independent Film Award. Confermato anche il premio per il miglior cast e per la miglior sceneggiatura, favorita agli Oscar, dopo aver vinto l’Hollywood Film Awards, il Gotham e convinto i critici di Boston (anche quelli on line) e Los Angeles.

Ma il maggior numero di premi li ha portati a casa il live action di George Miller, Mad Max Fury Road (miglior scenografia, miglior costumi, miglior montaggio, miglior trucco, miglior effetti speciali, miglior action movie, miglior attrice in action-movie (Charlize Theron), miglior attore in action-movie (Tom Hardy) e miglior regia). Insomma ben 9 premi per uno dei live-action più amati dalla critica americana e dai sindacati di categoria, le cui IO nominations agli Oscar sono solo la punta dell’iceberg di numerosi riconoscimenti finora conquistati dal film che ha “aperto” le danze dell’Award Season vincendo i prestigiosi National Board of Reviewla cui regia ha convinto i critici di Boston, Los Angeles e Washington.

The Revenant “riabilitato” dalla stampa estera con 3 Golden Globe (assente dai premi dei sindacati della critica americana) ha vinto 2 premi piuttosto prevedibili: Leonardo Di Caprio (The Revenant) come miglior attore e Emmanuel Lubezki per la miglior fotografia, favoriti entrambi per gli Oscar.

Per quanto riguarda gli altri premi importanti, confermati Brie Larson (Room) come miglior attrice e Sylvester Stallone (Creed) come supporter maschile. Meno scontata la vittoria di Alicia Vikander (The Danish Girl) che si “prepara” per un duello incerto contro Kate Winslet (Steve Jobs) e Rooney Mara (Carol) ai prossimi Oscar nella categoria supporter femminile tra quelle più avvincenti di quest’anno.

Confemate le vittorie di Inside out come miglior film d’animazione dell’anno, che oltre al Golden Globe, ha dominato letteralmente l’Award Season, partendo anche come il vincitore annunciato degli Annie Awards. Son of Saul (Ungheria) come miglior film straniero che oltre al Golden Globe ha finora convinto i critici di Washington, Los Angeles, New York e quelli on line di Boston, oltre ad aver vinto il National Board of Review, e Ennio Morricone (The Hateful Eight) come miglior colonna sonora, che dopo il Golden Globe si prepara a vincere il suo secondo Oscar.